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LA FONAZIONE NEGLI ANIMALI
PARTE I - GLI UCCELLI
AUTORE: DOTT. ANTONIO CONORA
DATA: AUTUNNO 2005
Premessa - Il linguaggio, nell’uomo, ha lo scopo di comunicare informazioni anche molto complesse utilizzando un elaborato sistema di segni, mentre negli animali la comunicazione ha uno scopo più semplice legato alla possibilità di trasmettere informazioni in base alla complessità dello sviluppo cerebrale del singolo individuo. Considerando il solo canale sonoro come mezzo di comunicazione è possibile affermare che l’emissione sonora è prodotta da un organo fonatore che nelle diverse specie può assumere forme molto diverse: laringe per uomo e altri mammiferi, siringe per gli uccelli, apparato stridulatore per i coleotteri, coppia di archetti dentati sulle ali per i grilli etc.. In entrambi i casi agiscono comunque sia elementi articolatori muscolari che nervosi, di elaborazione, mentre l’energia è fornita dai polmoni.
La fonazione negli uccelli - Le emissione sonore negli uccelli sono sicuramente, dopo quelle umane, le più studiate. Generalmente i suoni da loro emessi si suddividono in “richiami”, brevi e di durata inferiore al secondo, e in “canti”, di maggiore durata e con struttura acustica molto complessa, traducibili anche in termini musicali. Tra i cosiddetti richiami si possono riconoscere quelli di “mobbing” e di “allarme” a seconda della causa che li produce. I richiami di mobbing sono molto brevi e vengono emessi a risposta nei confronti di altri uccelli posti a breve distanza, con un campo di frequenza molto esteso da 0 a 8 kHz. Il loro scopo è quello di avvertire gli altri di un pericolo con possibilità di indicare anche in maniera approssimativa la posizione del predatore, in quanto le caratteristiche del richiamo permettono di risalire alla sorgente. Per quanto riguarda i richiami di allarme vengono emessi da uccelli in volo, hanno un spettro molto stretto e a frequenza elevata a 6-7 kHz, che rende difficile la localizzazione.Il canto è invece una vocalizzazione piuttosto lunga ed elaborata dal punto di vista musicale. Generalmente è prodotto dal maschio durante la stagione riproduttiva, allo scopo di marcare il proprio territorio ed informare gli altri maschi della zona già occupata e le femmine della sua presenza.
Struttura anatomica della siringe (tratta da www.terra.es)
Organo fonatorio – Negli uccelli l’organo fonatorio prende il nome di siringe, posta tra la trachea e i bronchi, generalmente in corrispondenza della biforcazione tracheale nei bronchi primari destro e sinistro. Le strutture anatomiche coinvolte sono: il pessulus con le due membrane timpaniformi mediale e laterale, le cartilagini bronchiali e tracheali (figura 1). La fonazione, come nella laringe, è determinata dal passaggio dal flusso dell’aria espirata che mette in vibrazione le due membrane timpaniformi. All’esame più approfondito del meccanismo fonatorio risulterebbero due modelli attivo e passivo a seconda sia rispettivamente presente o assente la muscolatura intrinseca della siringe.
Nel meccanismo passivo il labbro esterno e la membrana timpaniforme esterna non si sposterebbero; mentre secondo il meccanismo attivo le stesse strutture si sposterebbero verso l’interno per azione della muscolatura intrinseca.Per quanto riguarda invece la modulazione dell’ampiezza del suono sarebbe dovuto a movimenti superficiali del respiro chiamati minirespiri, collegati però non tanto al volume dell’aria inspirata prima del canto quanto alla sua concentrazione in anidride carbonica.
Bibliografia: Fisiologia degli animali domestici con elementi di etologia – G. Aguggini, V. Beghelli, L.F. Giulio, Ed. Utet, Torino 1992; Organo fonatorio e canto negli uccelli – V. Mazzi, G. Malacarne, Ed. Piccin, Padova 1983.